Le risultanze di un quindicennio di ricerche sulla presenza di antifascisti – prigionieri e combattenti – e profughi jugoslavi in Puglia dimostrano la grande rilevanza del fenomeno, sia nell’ambito della lotta anti-nazifascista sul suolo italiano e del contributo specifico che ad essa hanno fornito gli jugoslavi, sia per le più generali vicende della Seconda guerra mondiale nel Mediterraneo e segnatamente nel quadrante balcanico. Tali risultanze sono qui sintetizzate in termini di contesto, di genesi e sviluppo della rete dei presidi della Jugoslavia partigiana sul territorio regionale, di costituzione e operazioni delle Brigate d’Oltremare, e per altre circostanze importanti e financo clamorose, come le missioni di Tito in Italia nel 1944, il ruolo delle donne, l’attività artistica, i segni lasciati sul territorio primo tra tutti l’Ossario Monumentale di Barletta. In Conclusione, si menzionano alcune persistenti mancanze della memoria pubblica e della storiografia e si forniscono spunti per il loro superamento.
Una Resistenza Internazionale. Partigiani Jugoslavi In Puglia, Quindici Anni Di Ricerche / Colantuono, G., Capanna, A., Rizzi, R., Martocchia, A.. - In: QUADERNI DI COMUNITÀ. - ISSN 3035-2525. - 2(2026), pp. 217-250. [10.61007/qdc.2026.2.444]
Una Resistenza Internazionale. Partigiani Jugoslavi In Puglia, Quindici Anni Di Ricerche
Capanna, Adriano;
2026-01-01
Abstract
Le risultanze di un quindicennio di ricerche sulla presenza di antifascisti – prigionieri e combattenti – e profughi jugoslavi in Puglia dimostrano la grande rilevanza del fenomeno, sia nell’ambito della lotta anti-nazifascista sul suolo italiano e del contributo specifico che ad essa hanno fornito gli jugoslavi, sia per le più generali vicende della Seconda guerra mondiale nel Mediterraneo e segnatamente nel quadrante balcanico. Tali risultanze sono qui sintetizzate in termini di contesto, di genesi e sviluppo della rete dei presidi della Jugoslavia partigiana sul territorio regionale, di costituzione e operazioni delle Brigate d’Oltremare, e per altre circostanze importanti e financo clamorose, come le missioni di Tito in Italia nel 1944, il ruolo delle donne, l’attività artistica, i segni lasciati sul territorio primo tra tutti l’Ossario Monumentale di Barletta. In Conclusione, si menzionano alcune persistenti mancanze della memoria pubblica e della storiografia e si forniscono spunti per il loro superamento.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
